giovedì 14 marzo 2013

Il luna park ad un passo da casa...

Rieccomi a raccontarvi la nostra consueta pedalata del week end...
Siamo alle solite, pc alla mano e ore dedicate alla ricerca di un itinerario degno di nota, spaziamo per tutta la provincia e oltre.
Purtroppo la neve caduta limita la ricerca a itinerari di bassa quota...dopo aver trascorso con zio Paolo un bel pò di tempo "pre notturno" a caccia di questo fantomatico sentiero, finalmente partoriamo un itinerario adatto.
Andiamo da Anfo a Bagolino, saliamo al m.te Breda e poi giù nuovamente ad Anfo.
Benissimo invio la ormai consueta mail al gruppone...ricevo immediatamente l'ok di Antonio Rodrighezzzz e quello di Franz....
Venerdì un paio di forfait dai nostri pilastri... ore 22:30 i partecipanti sono solo tre...
Decido di sentire il Magico che con Carlo e altri amici organizzava un giro più corto in zona, l'idea è quella di  abortire il giro e unirsi a loro...
Dieci minuti e il tutto è fatto, avviso Antonio e Franz...
La mattina seguente ci troviamo con Magico, Coco e Andrea all'obitorio..."che bel pustisì", da qui a Concesio la tratta è breve, ci aspettano Tiziano e Carlo...Il gruppo ora si può dire al completo!

Carlo ci conduce in direzione Villa Carcina e da li su verso la sella dell'oca, conosce alla perfezione questi posti, sono la sua palestra personale! ed oggi è aperta ai suoi amici...

Carlo è sempre Carlo, lui è la ....la dove? la davanti sale sale e quando è stanco sale, noi "fotoreporter" dietro sempre dietro, saliamo ma ogni qual volta vediamo qualcosa che ci stuzzica la fantasia...dobbiamo fermarci e scattare! Carlo amico mio non volercene ma è più forte di noi.
Salendo ecco cosa  ha attirato la nostra attenzione ...

Una discesa di neve fresca e immacolata...
Noi ai piedi della discesa con le fotocamere e Andrea su e giù a far numeri ... ahahah.






Che bel, poi a turno su e giù dalla rampa, io, Magico, Antonio, Coco e Franz.

Carlo, Tiziano dovete scusarci... ma il richiamo foto era troppo forte!
Poi su a canna per non farvi aspettare troppo....la salita è tutta pedalabile, anche se la neve pappaciccia limita non poco le prestazioni.
Salendo l'atmosfera è sempre giocosa e divertente, il gruppo è consolidato e pedalare in queste condizioni è veramente bello.
Proseguiamo verso la sella dell'oca e poi via in direzione Magnoli....












Carlo, quasi con orgoglio ci mostra una discesa... la percorriamo tutta d'un fiato, la neve la rende molto divertente, è un misto di tratti tecnici e altri veloci.
Il sorriso immediatamente compare sui nostri volti, si torna tutti bambini...bhe forse nel nostro profondo questa giocosità non ci ha mai lasciato, altrimenti di sicuro non saremmo in mezzo ai monti, pieni di fango fin dietro le orecchie ad urlare e sghignazzare ad ogni curva.




Il Magico di traverso














Il Magico sdraiato e Antonio in caduta..












Il giro è molto piacevole un bel su e giù, i tratti a nord sono coperti di neve, quelli a sud a tratti asciutti e altri fangosi...come non divertirsi!
Cadute, salti, passaggi tecnici, ripidoni, tratti scivolosi, tratti con fondo perfetto e veloci, non ci siamo fatti mancare nulla!
































Raggiungiamo valle seguendo un sentiero divertentissimo, un breve tratto di trasferimento ed eccoci alle auto.
Gran bel giro...un saluto veloce a tutti i ragazzi, carico la bike in auto e raggiungo zio Paolo ai piedi della Maddalena.
Avevo promesso allo zio di salire con lui in Maddala, appena raggiungo il solito punto di ritrovo, trovo Armagiuly (Giuliano), attendiamo pochi istanti lo zio...nel frattempo il Giuly mi racconta il suo "giretto" odierno, Concesio, Anfo, Riva e ritorno via Garda, 160 km circa...alla faccia!
Ecco Paolo, siamo pronti, si sale...Paolo è "fresco", arriva onbike da Pontevico a palla perchè in ritardo...
Io e Armagiuly dal 5 km andiamo in crisi energetica, senza acqua e senza cibo...raggiungiamo a fatica la vetta, il Cavrelle ci aspetta, ci facciamo due bei panozzi con salamina e una fetta di torta.
Dopo una mezzoretta di riposo, giù dall'infangatissimo tre, bhe ormai lo conosciamo tutti, questo splendido sentiero...il fango rende il tutto spettacolare, traversi e scodate a go go...Giuly con la sella alta e la sua front è un pazzo furioso, ma guida da dio e riesce nell'impresa.
Raggiungiamo il parcheggio, ci si saluta e si tirano le somme 43 km d+ 1600mt per me, Armagiuly ora che giunge a casa sfiora i 200 km per non so quanti d+, zio Paolo chiuderà rientrando con quasi 90 km e 800 d+.
Un grazie a tutti per la bella giornata sui pedali...


lunedì 28 gennaio 2013

L'alto Garda... che spetacol !

Finalmente il week end, il meteo promette bene per cui si decide per un bel giro sull'alto Garda.
Con zio Paolo passiamo 3 - 4 ore via Skype per tracciare il giro, sulla carta ne esce un giretto niente male.
Proponiamo l'uscita agli iscritti al club e agli amici di Che Fom Questo Week End.

A Maderno al punto di ritrovo siamo in parecchi...
Io, zio Paolo, Rodrighez, Angelo, Fabio, Ireneo, Massimo, Alberto, Coco, Carlo dentista, Andrea, Magico, Puddum.

Dopo il caffè al solito bar, tutti in auto...raggiungiamo il parcheggio subito fuori dalle gallerie.

















Carlo sfodera il suo nuovo mostriciattolo la "Cube stereo 29", facendoci sbavare...
















Dopo aver adorato la bella Cube, lentamente la carovana si mette in moto, una lunga coda di bikers percorre la galleria in direzione Riva.
Poco prima del paese prendiamo per la vecchia strada del Ponale, risalendo la valle del torrente Ponale che collega Riva con il lago di Ledro.
La bella visuale a picco sul Garda e le gallerie nella roccia ci costringono a brevi soste alla ricerca di qualche bel scatto fotografico.
























L'aria frizzantina ci sprona a ripartire, salendo ci si scalda, lo sguardo continua a perdersi a destra e a sinistra, gli scorci sul lago sono veramente belli.
Da qui raggiungiamo Molina di Ledro dove un timido raggio di sole ci consiglia una pausa ristoro, il gruppo in meno di 30 secondi è fermo, le mani frugano immediatamente negli zaini alla ricerca di cibo, si mangia di tutto, panini, mandorle, uvetta, frutta secca, banane.
Mentre mi godo questo bellissimo momento di ristoro, scorgo sulla ruota anteriore della mia Khs un taglio di 2 cm con relativa fuori uscita della camera.
Subito mi affretto ad una riparazione di fortuna...nel frattempo i miei "amici" mi fanno la festa..."infami!!"

Con più invecchiano, con più diventano sporcaccioni.
Mi raccomando se bucate mettetevi spalle al muro se questi tizi sono in giro!








Dopo la sosta semi forzata, rimettiamo il culo in sella ( è più sicuro! ) e riprendiamo a pedalare in direzione Ledro...
Poco dopo un velocissimo passaggio lungo l'omonimo lago ...


Riesco a scattare una foto al volo, senza nemmeno scendere dalla bici...il gruppo è di corsa pertanto via a manetta, quando guardo avanti sono già impegnati sulle prime pendenze che ci portano a bocca Fortini e a baita Segala. Spingo sui pedali, il cardio mi avvisa "che fai Fede?"  rispondo: "non rompere anche tu! già sto faticando per riacciuffare il gruppo ...."
Ripresa l'allegra compagnia entriamo nella freddissima valle a nord, subito ci troviamo a dover affrontare una nuova sfida...un larga strada forestale completamente ghiacciata, praticamente una vera e propria pista da bob.
Nessuno esce indenne dal lastricone, le scivolate si susseguono in rapida successione, le risate ad ogni volo si alzano nella aria.

















La salita prosegue poi pedalabile...
le pendenze sono variabili, fino a bocca Fortini e baita Segala a mt 1215.










A baita Segala ci precedono tre escursionisti,  facendoci trovare un bel fuoco ardente per scaldarci...
Grazie al gruppo alpini alla baita non mancano viveri e bevande...
Cogliamo l'occasione per ristorarci con una birretta, il sole quasi a comando ci regala qualche gradevolissimo spiraglio.




Qui parte dell'allegra brigata...










Ristorati e riscaldati, lasciamo una mancia per i servizi della baita ed eccoci dunque pronti per la tanto sospirata discesa, infiliamo le protezioni, giubbetti, berrette, casco ben allacciato e via....
Carlo conosce bene la zona, ci guida passo passo senza esitazioni... la discesa dal sentiero 422 è divertente, lo descrivo rapidamente con un scritto del Carlo "Il tratto iniziale è un single track a tratti flow e altrove ricco di pietre fisse e radici che spesso fungono da trampolini naturali, quasi un luna-park. Giunti alla strada che proviene da Malga Palaer inizia la seconda parte del 422, quella più tecnica: più pendenza, radici e pietre che cominciano ad essere smosse (sempre di più man mano si scende) e tornantini che per essere chiusi richiedono un po' di nose-press."

















Dopo la divertentissima discesa sul 422, raggiungiamo la tecnica discesa "della Trota" qui le bici e i bikers s'inventano numeri d'equilibrismo...divertimento a mille. Tutti sono in trans, si godono la splendida discesa, poi uscendo dalla stretta curva a sinistra i freni entrano rapidamente in funzione....è si! ci credo bene, è lui, lo scivolo della "Trota". In pochi si fidano a percorrerlo tutto bagnato...Carlo, Il Magico e Andrea ci deliziano, mentre i più cauti lo affrontano a piedi.

La foto non rende bene, questa  è solo la metà superiore....






























Poco dopo lo scivolo, la discesa finisce sulla Gardesana, qui non ci resta che godere a retrò dei momenti vissuti sul 422 e sulla Trota... che bel, che bel giro, che discese! Grazie Carlo! Raggiunte le auto non ci resta che scattare una bella foto ricordo di gruppo.
















Un salutone a tutti e pronti in sella per il prossimo tour! trop bel, trop bel....

martedì 25 dicembre 2012

Il Sonclino inaspettato..

Venerdì una bella nevicata imbianca la città e le nostre montagne...obbligandoci a mettere da parte il giro programmato per Domenica al rifugio Pernici.
Saggiamente e prudentemente decidiamo all'ultimo minuto di salire al Sonclino. Proponiamo l'uscita via mail agli iscritti al club ed estendiamo l'invito agli amici del forum, in poco tempo le adesioni non stentano ad arrivare.
Domenica mattina esco di casa convinto di farmi un giretto tranquillo in bella compagnia.
In auto con zio Paolo, ci dirigiamo al punto d'incontro...mentre saliamo lungo la val Trompia man mano incrociamo e "raccogliamo" gli amici, Il Magico....Rodrighez e poco dopo Carlo. Al ritrovo Gigion, Maurizio, Vito e Elena...un caloroso saluto a tutti e in pochi attimi le bike sono in strada, il clima è molto freddo, sicuramente 3-4° sotto zero.
Partiamo dal crociale di Sarezzo e iniziamo la salita seguendo le stradine che si snodano e ci conducono a Lumezzane, il precedente pomeriggio caldo ha fatto si che la neve si sciogliesse, il freddo della notte ha congelato tutto rendendo le strade una vera e propria pista di pattinaggio. Per avanzare in salita bisogna letteralmente dosare la potenza impressa ai pedali, per evitare la perdita d'aderenza. A turno siamo vittime di alcune piccole cadute sulla lastra di ghiaccio che ci obbliga alla massima prudenza.
Seguo Vito a pochi metri di distanza, in una frazione di secondo e senza spiegazioni lo vedo misurare l'asfalto, al Magico che lo segue a un metro non resta che passargli sopra. Fortunatamente nulla di serio, il tutto si conclude in sane risate.
Raggiunta Lumezzane, svoltiamo verso San Bernardo, lasciandoci alle spalle il centro abitato. Saliamo tutti insieme in allegra compagnia, il manto stradale ricoperto di neve rende un poco più impegnativa la salita. Fortunatamente chiacchierando quasi non mi accorgo della fatica e in poco tempo mi ritrovo a mille metri di quota.

















Carlo propone un alternativa, non raggiungere la vetta ma scendere su un sentiero a me sconosciuto....confesso, non ero entusiasta, la vista dalla vetta del Sonclino è molto appagante.
Però Carlo conosce molto bene la zona e la sua insistenza raccoglie i nostri consensi.
Iniziamo subito una bella discesa su sentiero perfettamente innevato, il sole è riuscito a farsi largo tra le nubi, rendendo tutto più colorato... subito capisco che Carlo aveva visto bene.

















Il Magico fa prendere aria ai sui "scalfarì" 

















Aggiriamo punta Sendrai con una divertente discesa per poi risalire con un tratto di bici a spinta alla cascina Grassi.

















Qui inizia la vera e propria discesa, lungo la Val Vandeno costeggiando in parte l'omonimo torrente per poi arrivare a Marcheno.
Carlo mi promette una discesa molto bella, io gli prometto un bacino se lo è! Ci mettiamo le protezioni articolari e ci fiondiamo giù in un singol track innevato strepitoso, la bici spesso di traverso, un ampio sorriso sui visi di tutti i ragazzi. Scendendo il percorso diventa sempre più tecnico, pietre e pietroni ci si parano davanti in veloce sequenza, i più tecnici Carlo, Vito, Elena e Magico li passano a palla di cannone, io, zio Paolo tentiamo inutilmente l'inseguimento a breve distanza Antonio, Gigion, Maurizio.
Su un passaggio tecnico il Magico si apposta per alcuni scatti fotografici, dove riesce a immortalare un brutto volo di Maurizio, concluso senza conseguenze.

















Quasi in fondo non mi resta che pagare la mia promessa, chiamo il Carlo e "ga do un basì" bravo Carlo saggia decisione e sentiero da urlo. Grazie per averci guidato su questa divertentissima discesa!

Pensare che ero uscito di casa convinto di farmi un giretto, siamo quasi a fondo valle e l'adrenalina è a mille, il sentiero percorso è veramente molto molto bello, il giretto si è d'incanto trasformato in un gran bel giro, complice la neve e l'affiatamento con i compagni d'avventura.

Mi permetto di scrivere due righe su di loro, per lo meno quello che penso...

Inizierei da Antonio detto Rodrighez, l'ho conosciuto alla fine della primavera, lui e la sua Burra (bici), piccoletto e con una bella pancetta pronunciata, un biker da ciclabile del Mella. Da allora non ci ha mai mollato, la sua costanza è ammirevole, in lui è scoccata una vera passione, ad ogni uscita è il primo a prenotarsi, nulla lo ferma! la sua simpatia coinvolgente regala sorrisi a tutti. Ora la sua tecnica si sta rapidamente affinando la pancetta è scomparsa, gran bel personaggio e grandissimo compagno d'avventura. La "Vurra" ha ceduto il posto alla sua nuova "Silvido l'indomabile".

Paolo o meglio, zio Paolo, la mia spalla, un amico sincero, un personaggio come pochi, lo conosco da un annetto ma è come se lo conoscessi da sempre. Basta uno sguardo per capirlo e a lui basta uno sguardo per capirmi. Un grandissimo aiuto per tracciare i nostri bei giri, per organizzare al meglio il tutto. Grazie zio, number one! Adorabile la sua presenza.

Il Magico, lo conosco da pochissimo...ma gradisco molto la sua compagnia, la sua allegria è una medicina! i suoi modi gentili e il vivere la mtb con lo spirito giusto fanno di lui una persona squisita. Poi "sciet"... che tecnica!  scherzosamente  il Magico "detta moda" hahahah.

Maurizio, il profe... anche lui raga non molla mai! con calma e la vaselina l'elefante s'.... la formichina, tenendo conto che ci segue con una front da 26, si capisce che per restarci a ruota deve fare realmente i numeri circensi. Bravo profe continua a seguirci e deliziarci della tua presenza.

Gigion, un buon alpinista da quanto ho capito, anche lui non molla mai, sale con calma...ma poi con la sua enduro si fionda in discesa. Non lo conosco benissimo da sbilanciarmi, ma mi piace la sua compagnia. Poi l'idea di portarsi il cane come compagno in alcune uscite m'affasciana. Braò Gigio...così l'ho amichevolmente soprannominato.

Carlo, durante la prima uscita insieme era incazzato col mondo... e le circostanze che poi mi ha spiegato lo perdonano. Di lui ho pensato, mha... non mi piace! troppo polemico e non fa gruppo. Poi nelle poche uscite insieme mi sono ampiamente ricreduto, conosce i boschi alla grande, bella simpatia, piacevole compagnia, poi "l'va da porà" piano Carlo piano!

Vito e la Elena... drogati di mtb!! questi due hanno nel sangue particelle di montagna e mountain bike. Come dicevo nel forum sono una coppia da invidiare, in perfetta sintonia con la natura, splendida padronanza del mezzo, ottimi compagni, sempre allegri e pronti a dedicarsi agli altri. " I ma pias fess"... dubito riusciremo a saziarli con i nostri "giretti".

Detto questo, grazie a tutti per la deliziosa compagnia e per aver trasformato il giretto in un gran bel giro. 
Notte a tutti che le m'bot e dumà go de sciaaaa...

Alcune foto



venerdì 14 dicembre 2012

Sul Corno innevato

La meta di questo weekend è in Trentino, il Corno della Paura.
Dopo la correzione di rotta consigliataci sul forum si decide per la salita sterrata anziché il classico asfalto.Durante il trasferimento in auto la pioggia non ci da tregua, ma le previsioni non davano sole? 

A Sabbionara di Affi al punto di ritrovo siamo in 10: Ernesto new entry, Davide, Antonio, Fede, Ago, Gianni e tre ospiti d'eccezione dei BdB Elena, Vito e Dario.

Mentre ci  prepariamo il saggio Dario ci avvisa che in caso di neve la salta non è pedalabile e ci sono diverse ore a spinta nel tratto in quota. Lui ci consiglia la salita sulla strada, sicuramente sgombra dalla neve. Dopo qualche secondo di indecisione, basta uno sguardo tra me e Fede e la decisione è presa: la sterrata  non si discute!
Dopo 1 km su statale imbocchiamo la ciclabile della valle dell'Adige ed  in un baleno percorriamo i 9 km di riscaldamento che ci portano a Chizzola chiacchierando piacevolmente. Una leggera pioggerellina ci accompagna ma non infastidisce la marcia. 

La salita inizia su larga strada asfaltata poco trafficata senza particolari strappi e con pendenza costante. Intorno ai 700 metri sento dietro di me la voce di Elena che dice:" Nevica!!" Il richiamo Riporta la mia mente che vagava per pensieri lontani al presente e noto i lenti fiocchi bianchi che si mescolano alla debole pioggia.


Ancora poca strada ed arriviamo a Saccone dove la neve si fa più fitta. Approfittiamo di un bar aperto per una pausa caffè e visto il tempo che ci aspetta fuori dinnanzi al menù del giorno la tentazione di sedere ed aspettare il pranzo al calduccio è per molti forte.

Vince la voglia di pedalare e tutti insieme si riparte dopo aver ammirato il Presepe sommerso sotto la nevicata sempre più intensa.

Ancora pochi chilometri di asfalto e poi ci si inoltra nel bosco. La neve che ricopre i rami e la strada pur rendendo la salita difficoltosa rende il paesaggio fiabesco e non si può che rimanere incantati dal panorama.

Purtroppo a metà salita Ago ci abbandona, in preda ai crampi, non riesce più a proseguire e a malavoglia torna verso le auto. Il cielo pian piano si apre e sbuchiamo su un pratone perfettamente innevato, dove i fotografi si scatenano.

Ora inizia il tratto in quota che porta alla sella dove Dario temeva di non riuscire a pedalare. Complice il passaggio di alcune auto e la neve non altissima, anche se a fatica, siamo riusciti a restare in sella quasi tutta la salita.
Prima del valico la fila degli scalatori si allunga ognuno con il suo passo, pian piano, vincendo l'attiro della neve ed il vento freddo, supero Ernesto che per una leggera crisi di crampi ha rallentato e finalmente si scollina.
Il sole ci accompagna nell'ultimo traverso che ci porta al punto più alto del nostro itinerario. 

Sotto di noi la valle dell'Adige con il fiume che brilla e dinnanzi a noi lo spettacolo delle dolomiti innevate.


Meritata sosta per riposare, cambiarci, rifocillarci, e indossare le protezioni e dopo la foto di gruppo ci lanciamo in discesa rinunciando a salire al Corno della paura che possiamo ammirare dal basso.

La prima parte è su una larga strada e su dei pratoni innevati che non creano grosse difficoltà. L'unico a soffrire è Gianni, i suoi vbrake non ne vogliono sapere di funzionare con il gelo e ad ogni frenata deve inventarsi nuove acrobazie per fermarsi.
Inizia poi uno stretto e ripido sentiero con molti tornantini la scarsa aderenza non infastidisce i grandi discesisti, mentre noi persone normali soffriamo un po!

Dopo questo primo tratto impegnativo si entra nel bosco e la traccia diventa più scorrevole, presentando solo ogni tanto qualche passaggio tecnico. 

Si sbuca ora su una larga strada dove ci fermiamo per ricompattare il gruppo. Mentre schierati si chiacchiera scambiandoci opinioni sulla discesa arriva Ernesto, che da vero acrobata si esibisce in un perfetto 360, per fortuna senza conseguenze.
L'ultima parte della discesa corre via veloce e presenta solo un paio di passaggi tosti, che solo in pochi fanno in sella. Dietro l'ultima curva sbuca come d'incanto il castello di Ala, che aggiriamo per portarci infine alle auto. 

Grandi sorrisi e scambio di complimenti tra i partecipanti decisamente soddisfatti.
La fredda giornata si conclude al calduccio davanti ad una bella cioccolata calda con ottimi pasticcini. Le opinioni sul giro e le risate, ripensando ai momenti più esilaranti, completano il riscaldamento.
Grazie a tutti i partecipanti e vi aspettiamo alla prossima avventura.
Un salutone, Paolo.



In coda lo splendido video girato e montato da Elena e Vito:














mercoledì 28 novembre 2012

In mtb a picco sul lago d'Idro...Baremone e M.te Breda

Dopo la splendida notturna in Maddalena, giovedì alle 23 parcheggio la mia mtb in box...
La mattina seguente il suo richiamo è già forte.... "Feeedeee Feeedeeee non mi porti a fare un giro?"
In serata non la smette di lamentarsi, così sento urgentemente Paolo, "oh zio la mia mtb freme", Paolo da buon Veterinario cerca subito in internet la cura... nel giro di 10 minuti le sue proposte fioccano.
Lei nel suo angusto box scuote il manubrio in segno di disenso, Paolo lancia un'ulteriore proposta, ma nulla lei non ne vuole sapere di giri "comuni".
Cerca e ricerca, poi ecco "na bota de cul" leggo Baremone, M.te Breda...Paolo dall'altra parte del pc sussulta "eccolo!"....la mia bike annuendo si molleggia sull'anteriore....capisco subito, è la meta per domenica.

Così eccoci a lanciare un gran bel giro Baremone - M.te Breda, le previsioni meteo venerdì e sabato si contraddicono, bello, brutto, bello, coperto...insomma non si sa bene cosa farà il meteo.
La mattina seguente apro le finestre con il cielo ancora stellato...un buon segno, con calma faccio colazione e mi preparo, raggiungo nel parcheggio vicino a casa i ragazzi....Paolo, Rodrighez, Enrico, Renato, Alberto.
In pochi minuti le auto sono in direzione Anfo sul lago d'Idro.
Il cielo alle prime luci del mattino è sereno, allegramente in auto raggiungiamo Idro dove una coltre di nubi mi fa mal pensare.
Al parcheggio designato di Anfo il resto degli amici ci aspetta, Gigi, Angelo, Fabio....
Iniziamo a pedalare avvolti dalle nubi e con la temperatura intorno allo zero.
Appena salgo in sella, la bici ricomincia a molleggiarsi quasi a ringraziarmi... a no....non ho chiuso gli ammortizzatori! dai dai poche ciance pedalare...


Verso il Baremone, la salita è dolce ed asfaltata.


















Mentre Paolo si diverte sulla scalinata...

Il nostro Enrico distante pochi metri si esibisce in un tre e sessanta front.

Subito lo rimprovero dicendogli d'avvisare il fotografo prima di fare uno capottone simile!

Un gran bel volo, ma nulla di grave fortunatamente...











Qui mentre se la ride....

Un elogio "al gnaro", el rampa da porà!
Grande Enrico.

















Dopo pochi km in salita sbuchiamo dalle basse nuvole, un bellissimo cielo azzurro torna a farci compagnia.
















La salita prosegue senza sosta, come di consueto, le chiacchiere e le battute non mancano, saliamo in allegria aspettando chi è in affanno e allo stesso tempo battagliando per la testa del gruppo. Le montagne circostanti si mostrano in tutta la loro bellezza, costringendoci a continue soste per fotografare.
Raggiungiamo la cima Ora 1535 mt, dove si trova quel che resta del forte, in tempo di guerra era armato con 4 cannoni protetti da cupole corazzate.

 















Ammirando il panorama sottostante e i resti del forte ci cambiamo e rifocilliamo...
Troviamo il tempo per divertirci mostrando quel che resta dei muscoli...













Da qui in poi il giro già molto bello, si trasforma e diventa epico...
Ci dirigiamo verso il m.te Breda seguendo il sentiero da subito "esposto", alcuni tratti sono da percorrere con la massima attenzione, una scivolata o un errore potrebbero farci incorrere in una pericolosissima caduta.
D'altra parte la vista a picco sul lago d'Idro è incantevole, lo dimostrano ampiamente le fotografie e i commenti degli amici..




















Dopo aver lasciato il M.te Breda, ed aver percorso in sella le sue creste a picco sul lago, mi rendo conto che "a posto a posto non siamo"....
La discesa continua piacevole con passaggi tecnici e trialistici mescolati a piccoli tratti dove far scorrere le nostre bike.
Poi come d'incanto i passaggi trialistici lasciano il posto ad un single track "stupemagnifico", un traverso poco pendente con velocissimi destra sinistra su e giù in mezzo a piccole piante, rocce ed erba....un paio di km da percorrere tutti d'un fiato...qui la mia piccola Khs da 27,5 da il meglio di se.

Uno scatto di gruppo.... la soddisfazione sui visi dei partecipanti è impagabile!


Direi indubbiamente uno dei giri più suggestivi del nostro territorio, percorso in una giornata idilliaca...
Non ci resta che percorrere gli ultimi km in statale e rientrare ad Anfo.
Mi sono divertito parecchio, ringrazio i miei cari amici....pronto per la prossima pedalata in compagnia.
30 km per 1380 mt il dislivello.